Pubblicato da: infoparco | luglio 26, 2007

Quella domenica sera…

Pubblichiamo, di seguito, l’intervento di Domenico Pappaterra
Commissario straordinario Ente Parco Nazionale del Pollino
pubblicato da “il Quotidiano della Basilicata” e “il Quotidiano della Calabria”
a proposito degli incendi

“Appena ho visto dal vivo quello che stava avvenendo ai bordi dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ho percepito che si trattava di un attacco vero e proprio al Parco. Domenica sera, quando è iniziato l’inferno, i roghi bruciavano in più punti, contemporaneamente. La città di Castrovillari, il centro più popoloso dell’intero Parco nazionale del Pollino, era letteralmente “accerchiata”.
Non è retorica, quindi, affermare che siamo stati “drammaticamente colpiti”, invocare più uomini e mezzi, né, tantomeno, fare un appello civile a tutti i cittadini perché contribuiscano a smascherare gli incendiari. E fare appello agli stessi uomini senza scrupolo affinché non compromettano più il nostro polmone verde. E’ necessario, ora più che mai, affermare che vivere in uno dei posti più “ossigenati” della terra è una grande fortuna; dirlo ora che i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la nostra stessa struttura fisica; farlo ora, nonostante i ritardi riprovevoli, ingiustificabili, che hanno deluso le aspettative, non consentendo di far lavorare centinaia di giovani nati in questi luoghi di Basilicata e di Calabria, al servizio delle molteplici risorse naturalistiche e culturali di cui disponiamo, può significare aprire un fronte culturale e civico, di ribellione, contro tale aggressione, che dica “basta” con forza e decisione. Come le genti lucane e calabre sanno fare. E’ oltremodo evidente che le Istituzioni tutte, il Parco in primis, dovranno adoperarsi per prevenire e per tutelare. Anzi, l’emergenza incendi stessa, che ci ha sottratto ettari ed ettari di pregevole vegetazione, ci richiama all’importanza della tutela, prima ancora che della valorizzazione, come non mai. Se non lavoriamo per custodire e conservare, se pure in termini funzionali ad uno sviluppo che alimenti la stessa conservazione, non possiamo pensare minimamente a valorizzare alcunché. Per questo concordo con il ministro Pecoraro Scanio quando afferma che bisogna fare di più perché il territorio sia curato e dotato di strumenti e mezzi per combattere gli incendi. Il nostro grido d’allarme, lanciato in questi giorni, è stato, in parte, raccolto. Gli uomini e i mezzi arriveranno. Lo stesso Corpo Forestale dello Stato sarà potenziato subito con venti unità provenienti da Roma. E il 1° agosto incontrerò il Capo del Corpo per affrontare ancora meglio la critica carenza d’organico che ci affligge. Ma non basta. E lo grido con forza. Soprattutto dobbiamo incidere con senso civico per isolare gli “uomini del fuoco”. Dobbiamo fare uno sforzo culturale affinché anche chi non percepisce per ignoranza o per convenienza, di carattere economica o di portata ancora di più bassa lega, il danno che arreca con lo sconsiderato gesto di innescare un incendio, si ravveda prima del tempo. Perché è in gioco la sua stessa vita. E, se così non dovesse essere, dobbiamo chiedere con forza che le indagini vadano avanti, individuino i responsabili e li puniscano con severità. La certezza della pena dipenderà anche dal nostro grado di attenzione verso la vicenda, che non può colpirci solo quando i boschi bruciano. Penso che le devastanti immagini rimbalzate sui media in questi giorni, purtroppo non solo dal Pollino, ma anche e soprattutto dal Gargano, così duramente colpito, anche nell’incolumità dei suoi visitatori e abitanti, debbano scuoterci. Non è tollerabile vedere andare in fumo il sistema dei Parchi, che in Italia ha raggiunto una così considerevole percentuale di territorio protetto, né tantomeno spegnere la speranza a chi ha deciso di scommettere sull’oro verde. L’unica cosa che c’è da spegnere, oltre i roghi ancora attivi, è la stupidaggine di chi ha messo in moto questo disastro ambientale, forse non gradendo una più decisa e concreta politica di rilancio dell’area protetta calabro-lucana, che con il conforto serio e costruttivo che sta ricevendo in questi mesi da parte delle Istituzioni e delle Associazioni tutte, sono certo saprà rialzare la testa e vincere la scommessa.
Colgo l’occasione, infine, ad operazioni ancora in corso, per ringraziare gli uomini che da più di quattro giorni stanno lavorando per proteggere il nostro amato Parco”.

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