Pubblicato da: infoparco | dicembre 5, 2007

I territori della qualità

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Tra i “territori della qualità” presentati da Legambiente a Roma durante la dieci giorni che si concluderà il prossimo fine settimana con il congresso nazionale, c’è, di diritto, anche il Parco nazionale del Pollino. Le esperienze e le buone pratiche del territorio calabro-lucano sono state illustrate dal presidente del Parco, Domenico Pappaterra, che ha sintetizzato il percorso compiuto da qualche anno a questa parte per valorizzare i prodotti agro-alimentari, fortemente rilanciato dalla nuova presidenza relazionando sul tema “La qualità nel paniere“.

“Il nostro impegno – ha dichiarato Pappaterra – è rinnovato, rispetto al percorso già esistente – perché forti dell’esperienza fatta sappiamo cosa correggere e come continuare, recuperando anche quelle aree che sinora, per scarsa propensione all’impresa, sono rimaste fuori”.
Ma la certezza, da cui partire, è anche un’altra, ed è quella esposta a chiare lettere a Roma, lunedì scorso, durante l’intervento a Palazzo Rospigliosi a quello che è, in definitiva, il pre-congresso di Legambiente. Ed è la certezza, riaffermata anche dall’importante associazione ambientalista italiana e da Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola, che i “piccoli territori italiani sono un deposito stracolmo di emergenze storiche, culturali ed ambientali ma anche di produzione tipica di eno-gastronomia, di piccole aziende pronte a misurarsi con l’innovazione e la competitività”.

Pappaterra si è soffermato anche sul congresso di Legambiente, in programma giorno 7, 8 e 9 dicembre a Roma sul tema “Un nuovo ambientalismo per un altro progresso”, con l’intento dichiarato di contribuire a “fermare i mutamenti climatici, umanizzare l’economia e lo sviluppo, socializzare la conoscenza, valorizzare e mettere in rete le identità territoriali”, partendo dall’assunto-slogan che la terra “è l’unica che abbiamo”.
“Sono d’accordo con voi – ha detto il presidente del Parco a Legambiente -, il futuro dell’economia italiana si gioca su due fronti: da una parte la ricerca, l’innovazione e le nuove tecnologie; dall’altro il recupero della nostra identità fatta di paesaggi unici, prodotti tipici, saperi tradizionali, creatività”.
Per questo Pappaterra ha auspicato “una nuova alleanza tra imprese, politici, amministratori, mondi della cultura e dei saperi”, un’alleanza che sia in grado di “puntare sulla qualità, che rappresenta – ha concluso Pappaterra – la via maestra per un futuro forte e sostenibile”.

r.f.

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