Pubblicato da: infoparco | dicembre 22, 2007

Il Parco di Llogara (Albania) e quello del Pollino pensano di gemellarsi

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Una proposta di gemellaggio tra il Parco nazionale di Llogara (Albania) e quello del Pollino è stata discussa, stamani, a Rotonda, presso la sede dell’Ente Parco, dove il presidente, Domenico Pappaterra ha ricevuto i coordinatori di Nest (nella foto tutti i partecipanti) una delle proposte inserite nel programma europeo Interreg III C – Mediterritage.

L’incontro si è realizzato grazie al Gruppo di azione locale della Basilicata Sud Occidentale, Allba (Agenzia Locale Leader Basilicata), di Lauria (PZ), che ha ospitato il meeting finale del progetto in quanto partner del programma europeo.

Erano presenti, oltre Pappaterra, il presidente della Comunità del Parco, Sandro Berardone, il presidente del Gal, Gaetano Mitidieri, Vladimir Haxhi, della Regione di Valona (Albania), Gabriela Scheiner, rappresentante di “The Cultural Triangle of Prespes”, (Grecia), Olya Genova, membro della Camera di Commercio di Vratsa (Bulgaria), Monica Bruschi, della Comunità montana del Giovo (Liguria), l’architetto Giuseppe Di Fazio, del Gal Allba, Ersilia Magorno, in rappresentanza del Consorzio del Ferro e dello Sparviero, di Santa Maria del Cedro e di Santo Stefano d’Aspromonte e il Sindaco di Belvedere Marittimo, Mauro D’Aprile, questi ultimi due in quanto interessati al progetto Nest.

Il progetto studio Nest
Ha tra gli obiettivi – è stato illustrato durante l’incontro – la realizzazione di un “turismo vocazionale” che durante le varie fasi del programma è diventato “turismo di reciprocità”, ossia scambio di ospitalità tra il visitatore e il visitato. Al contempo si propone di offrire una tipologia di servizi necessaria per dare uguale dignità ai cittadini che decidono di continuare a vivere in aree montane, considerate “deboli” ma con grandi valori. Nest chiude ufficialmente il 31 dicembre ma, in realtà, continua – è stato spiegato – con un’azione di tutoraggio, per l’Albania, che si vorrebbe diventasse anche “gemellaggio” con il Parco del Pollino.

L’avvio di relazioni formali tra il Parco Nazionale di Llogara, in Albania e il Parco Nazionale del Pollino, che a detta del rappresentante della Regione di Valona presentano molte similitudini è stato, dunque, al centro dell’incontro.
Il Presidente Pappaterra, ed anche Berardone, si sono detti favorevoli e disponibili a tale ipotesi e hanno concordato i primi passi da consumare per dar vita al gemellaggio tra le due aree protette.

Pappaterra, in particolare, ha specificato che tra le direttrici programmatiche della sua amministrazione, che troveranno piena attuazione con il prossimo insediamento del Consiglio direttivo, vi è anche lo scambio d’esperienze nell’ambito di progetti come Nest. Un’azione che ben s’innesta, ha detto Pappaterra, con lo scambio delle “buone prassi“, che avverrà nel campo delle energie rinnovabili con il Parco delle Dolomiti Bellunesi e in quello della gestione forestale con il Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano. Mentre il Pollino trasferirà alle aree protette italiane la buona pratica che ha portato l’Ente di gestione a dotarsi di un “paniere” di prodotti tipici di grande valore, riconosciuto come tale in tutt’Italia. Un altro tassello, citato da Pappaterra, su cui lo scambio d’esperienze con le aree protette transnazionali si colloca è l’idea-progetto “Pollino chiama Pollino“, riguardante l’emigrazione calabro-lucana, appena lanciata giovedì scorso a Castrovillari durante la presentazione del libro del giornalista lucano Renato Cantore “Lucani altrove”.

Alla piena disponibilità di Pappaterra di avviare relazioni con il parco d’Albania, ma anche con la Bulgaria e la Grecia si è unita quella del presidente della Comunità del Parco, Berardone secondo il quale i Parchi italiani, che pure sono una “scommessa difficile” – in particolare il Pollino che è tra i più antropizzati d’Europa – possono divenire “un modello da esportare al di fuori del Paese”. In particolare poi in Albania, nazione con la quale vi è una condivisione culturale particolare dovuta all’esistenza, nel Pollino, di ben otto comunità d’origine albanese.

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