Primo Piano

Presentato il Piano antincendio del Parco del Pollino

I principali obiettivi
Tra i principali obiettivi strategici che s’intendono realizzare nell’anno in corso il Piano prevede l’organizzazione e il potenziamento di tutte quelle azioni mirate al primo intervento. Allo stesso tempo contempla l’acquisto di mezzi ed attrezzature, installazione di idranti in punti strategici; ottimizzazione dell’integrazione delle risorse disponibili sul territorio; integrazione e potenziamento dei sistemi informativi per un maggiore controllo del territorio; promozione, organizzazione, addestramento e impiego del personale addetto e del volontariato; stipula con le associazioni di volontariato di protezione civile dei contratti di responsabilità, già sperimentati, con successo, nel Parco dell’Aspromonte; miglioramento della divulgazione e dell’informazione al pubblico per sensibilizzare i cittadini in merito alle problematiche degli incendi boschivi; miglioramento e potenziamento di tutte le componenti organizzative ed operative del Servizio Antincendio Boschivo.

Il Piano prevede anche che, sulla base delle segnalazioni al numero 1515, venga attivato il preallarme ai soggetti coinvolti della Regione Basilicata e Calabria. Il Parco ha anche proposto, d’intesa con le Regioni, che siano utilizzati, in qualità di operai idraulico forestali, una parte degli ex Lavoratori socialmente utili del Parco.

Inoltre, il Parco intende realizzare, con un suo finanziamento, un centro polifunzionale a Campotenese, nel comune di Morano Calabro (CS), in prossimità dello svincolo autostradale, località ritenuta una zona di grande interesse turistico. Lì è prevista una sede operativa del Comando territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, completa di strutture, logistica e mezzi d’intervento e di una sede destinata specificamente alla prevenzione incendi per il coordinamento delle attività.

Insomma, un impegno a 360 gradi per evitare che si verifichi nuovamente l’emergenza della scorsa estate – che Pappaterra non esitò a definire “un attentato ai danni dei Parchi” e che vide, comunque, il Parco, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, quelli delle squadre Antincendio e dei Vigili del Fuoco in prima linea per tentare – così com’è fortunatamente avvenuto – di limitare i danni.

La superficie bruciata, nel 2007, nel territorio protetto calabro-lucano è stata pari a 6267 ettari, di cui 4554 in Calabria e 1713 in Basilicata. Una simile portata gli incendi la ebbero – da quando il Parco è stato istituito – solo nel 1993, l’anno, appunto, dell’istituzione, con 4519 ettari bruciati in Calabria e 879 in Basilicata. Negli anni successivi il fenomeno si è attenuato, ma non è scomparso, con punte oltre i mille ettari colpiti, in particolare, nel 2000.

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